Il cambiamento..

September 9, 2017

 

L'enorme progresso tecnico-scientifico che si realizzò nel Rinascimento e nei secoli successivi determinò la trasformazione delle vecchie botteghe artigiane in piccole industrie e aumentò la domanda di energia necessaria a azionare le macchine.

 

Le ruote ad acqua si perfezionarono, si moltiplicarono, fornirono abbondante energia meccanica. Tuttavia molte industrie richiedevano anche energia termica e per produrla c'era ancora solo la legna e il carbone vegetale. Il legno era utilizzato in modo massiccio, come combustibile e come materiale da costruzione. I consumi sempre crescenti non consentivano il rinnovamento delle risorse boschive. Il sistema era sull'orlo della crisi.

 

L'impiego del carbone fossile prima, e l'invenzione del "coke" poi (nel 1600) risolse in parte questi problemi. Grazie a queste scoperte fu possibile l'utilizzo efficiente delle macchine a vapore: mentre la collocazione dei mulini era obbligata e fissa, le macchine a vapore potevano essere collocate dove servivano.

 

(Nel 1807 venne montata una macchina a vapore su una nave e nel 1825 una locomotiva a vapore mosse il primo treno. Nel 1870 il 10% della flotta mondiale era azionato da macchine a vapore e la percentuale sale al 75% all'inizio del Novecento)

Con la diffusione delle macchine a vapore e delle ferrovie aumentarono le richieste di carbone e, reciprocamente, la disponibilità della nuova forza motrice permise di estrarre una maggior quantità di carbone e di trasportarlo. Fu il primo importante passo per “l’innesco” della nascente Rivoluzione Industriale.

  • LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Fu il passaggio che condusse gran parte dei paesi occidentali a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, da un'economia tradizionale basata principalmente sull'agricoltura e sull'artigianato ad un'economia incentrata sulla produzione di beni all'interno di fabbriche di grandi dimensioni.

 

Iniziò d’apprima in Gran Bretagna, alla fine del XVIII secolo e modificò profondamente sia l'economia che la Società Inglese. I cambiamenti più immediati furono quelli riguardanti la natura della produzione (che cosa, come e dove si produce). Le quantità e le varietà dei beni prodotti aumentarono considerevolmente grazie alle innovazioni tecniche, alla creazione di macchinari (costruiti in acciaio e mossi dall'energia prodotta dalla macchina a vapore) sempre più sofisticati e veloci e all'applicazione di nuovi criteri di produzione. L'efficienza delle industrie crebbe anche grazie alla concentrazione degli impianti nelle principali città, in regioni minerarie, presso importanti scali ferroviari e navali. In questo modo la rivoluzione industriale innescò un ampio processo di urbanizzazione, trasdotto in un continuo e massiccio trasferimento di forza lavoro dalle aree rurali ai centri urbani e industriali.

 

Ben presto il fenomeno industriale dilagò anche negli altri paesi Europei ed oltre Oceano. I nuovi metodi di produzione industriale avevano, naturalmente, esigenze energetiche altissime.

 

Da quel momento, la storia dell'energia segnò una svolta; successivamente entreranno in scena altri grandi protagonisti: la turbina a vapore, il petrolio, il gas, i motori a scoppio e l'elettricità.

  • L’AVVENTO DELL’ENERGIA ELETTRICA

E’ bene soffermarsi sul diverso rendimento dei vari tipi di energia utilizzata nei mulini:

 

- In un’ora due uomini (200 Watt) con macine azionate a mano macinavano 7 Kg di cereali. - Un mulino azionato da un asino (300-400 Watt) produceva circa 12 Kg di farina. - La normale produzione di macine azionate da ruote idrauliche (2-2,5 kW) era di 80-100 Kg.

 

La costruzione, manutenzione e gestione dei mulini non era certamente semplice e quindi era gestita in Europa dai monaci e dai grandi feudatari con prezzi a volte esosi. Frequenti furono quindi i contrasti a volte sfociati nel sangue tra i mugnai e i contadini che preferivano macinare il grano in casa. Sino al XVIII secolo le diverse componenti meccaniche dei mulini erano realizzate in legno: successivamente i mozzi e gli alberi cominciarono a essere prodotti in ferro battuto, ma la prima ruota interamente in ferro veniva costruita solo agli inizi del XIX secolo. Per questi motivi rifiniture imperfette, ingranaggi rudimentali determinavano una bassa efficienza di conversioni e le ruote idrauliche non superavano in media i 4 kW.

 

Col perfezionamento dei modelli solo alla fine del XVII secolo la situazione si modificò, determinando uno straordinario incremento di produttività.Le ruote idrauliche ebbero comunque vita breve, dal momento che durante la prima metà del XIX secolo vennero introdotte le turbine idrauliche. L’invenzione delle turbine idrauliche determinò il primo radicale miglioramento nel campo dei motori prima a energia idraulica, dopo l’introduzione delle ruote molti secoli prima.

 

Dopo lo sfruttamento nei secoli nei mulini ad acqua, la grande evoluzione dell’uso dell’energia cinetica dell’acqua è avvenuta alla fine del diciannovesimo secolo, con la nascita dell’energia elettrica che poteva essere trasportata in qualunque sede dove vi potesse essere un uso per scopi civili, irrigui e industriali: nelle sedi dei vecchi mulini abbandonati; ancora oggi (ambientalisti permettendo), si costruiscono mini centrali che producono energia elettrica alternativa. Infatti è una risorsa pulita e inesauribile, perché rinnovabile. http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2013/09/23/news/vecchi-mulini-dalla-farina-di-grano-all-energia-verde-1.7790986?refresh_ce

 

L'elettricità trovò ben presto applicazioni in molti campi: illuminazione, elettrochimica, motori elettrici per usi industriali, trazione elettrica, ascensori, ecc.

 

 

Giovanni Gramatica (1860-1909) industriale pioniere dell'elettricità e del cinematografo

 

La sostituzione della corrente continua con la corrente alternata e l'invenzione del trasformatore consentirono, nell'ultimo decennio del secolo, il trasporto dell'elettricità su lunghe distanze e ne facilitarono la diffusione su tutti i territori.

 

Nella seconda metà del XIX secolo, a causa di gra