ACQUA: UN'ALTRA PROSPETTIVA

LAKE COMO UNDER SURFACE

SEI UN SUBACQUEO BREVETTATO ABITUATO ALL'UTILIZZO DELLE CLASSICHE BOMBOLE 

 VORRESTI SCOPRIRE UN NUOVO MODO DI IMMERGERTI ?

Non superare più limiti di stop, ridurre il consumo di gas (riutilizzare la maggior parte del gas espirato) ed incontrare fauna selvatica senza pari senza rilasciare fastidiose bolle è possibile!

SCOPRIAMO INSIEME IL REBREATHER 

Se un tempo i Rebreather erano principalmente ad esclusivo appannaggio dei Subacquei Tecnici, ora non più. Sempre più frequentemente, infatti, grazie alle nuove tecnologie, i nuovi rebreathers sono leggeri, facili da trasportare e hanno un'elettronica sofisticata per semplificarne l'uso. Facciamo però e per un'attimo un passo indietro.. quali sono le differenze che lo caratterizzano e che lo rendono un sistema  cosi speciale e diverso dal tradizionale modo di immergersi?

Quasi tutti gli apparecchi utilizzati dai subacquei ricreativi rientrano in una categoria denominata autorespiratori a circuito aperto (la nostra bella bombola ed erogatori). Nelle immersioni tradizionali, durante l’atto espiratorio, il gas di scarico viene scartato in forma di bolle ad ogni respiro, da qui il termine "circuito aperto".

Chiunque abbia partecipato ad un corso subacqueo sa che durante un atto respiratorio un essere umano utilizza all’incirca solamente il 5% dell’ossigeno (O2) inspirato rispetto al 21% presente nell’aria. L’aria espirata, quindi, contiene ancora circa il 16% di ossigeno che resta inutilizzato e disperso nell’atmosfera (ovviamente in H2O durante un immersione).

Un rebreather invece (letteralmente ri-respirare) è un sistema di respirazione a ricircolo di gas che permette all’utilizzatore di trattenere, "pulire" e riutilizzare tutto od una parete solamente del gas espirato: cioè l’ossigeno non utilizzato.

Con il termine pulire, si intende eliminare (mediante uno speciale filtro ad assorbimento posizionato all’interno del circuito) l’anidride carbonica prodotta dal corpo umano ad ogni atto espiratorio come prodotto di scarto del consumo di ossigeno. Il tutto grazie al fatto che il gas scartato (l’espirazione) non va in H2O, ma rientra nel circuito pronto appunto per essere pulito e riutilizzato.

I rebreathers sono classificabili in due grandi categorie: a circuito semichiuso SCR( dall’inglese Semi Closed Rebreather), e a circuito chiuso CCR (dall’inglese Closed Circuit Rebreather), questi ultimi si dividono a loro volta tra meccanici ed elettronici. La differenza tra i due tipi è nel principio di funzionamento.

Un rebreather SCR e’ una macchina che riesce a riciclare parzialmente quello che noi espiriamo, eliminando il superfluo sotto forma di bolle tramite una valvola di sovrappressione opportunamente tarata. Non potendo quindi riciclare tutto il gas espirato permettono autonomie inferiori rispetto ad un CCR, ma comunque decisamente superiori rispetto ad un normale circuito aperto. Gli SCR vengono generalmente equipaggiati con una bombola contenete una miscela di Nitrox .

 

Un CCR è invece una macchina che oltre ad avere l’enorme vantaggio di riciclare interamente ciò che espiriamo, ci permette di respirare una quantità di ossigeno costante (tecnicamente, pressione parziale dell’ossigeno costante). Per far si che ciò avvenga i CCR vengono equipaggiati con due diversi gas, il primo O2 puro che serve a riarricchire la miscela gassosa man mano che l’O2 viene consumato, ed il secondo gas comunemente chiamato “diluente” in quanto appunto serve a diluire l’O2 perché come ben sappiamo non si può respirate puro in profondità. Il tipo di diluente usato varia a seconda della profondità massima di immersione prevista. Può essere aria (quindi Azoto) o Trimix (O2, Azoto ed Elio), in quanto in parte determina la massima pressione parziale dell’ossigeno, il livello narcotico ed i vari profili decompressivi. Oltre alla riduzione dei tempi decompressivi, i CCR ,riciclando interamente tutto quello che noi espiriamo, fanno si che l’autonomia in immersione si allunghi notevolmente, indipendentemente dalla profondità. 

Come ultimo vantaggio, anche se non meno importante, non emettendo alcuna bolla non si produce alcun rumore, permettendo quindi un approccio alla vita acquatica molto meno invasivo. Di fatto i pesci si spaventano meno e si avvicinano di più, per la gioia di foto/video operatori.

 

Infine i CCR a loro volta si dividono in meccanici ed elettronici, con la differenza che nel primo caso la macchina viene “gestita” dal subacqueo, mentre nel secondo caso è l’elettronica ed il relativo software dedicato a farlo. In genere il livello di addestramento per l’uso di queste macchine è decisamente più impegnativo di quello necessario per un SCR, conviene approcciarsi a queste macchine una vota completata la formazione tecnica in circuito aperto. 

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Il MOLINO SI IMMERGE CON REBREATHER PEGASUS    

 

Nato dall'impegno e dalla passione di Massimiliano Pellegrini, subacqueo professionista, e' un Rebreather a circuito chiuso meccanico, creato principalmente per la speleologia, ma non solo.   

Adatto per esplorare cavità allagate ha la caratteristica d'essere una macchina estremamente agile, robusta e compatta. 

 Questa nuova apparecchiatura è divenuta nel tempo,  una realtà più che affidabile ed in continua evoluzione.

Studiato da Massimiliano per garantirsi una maggiore autonomia in immersione e profondità operativa è divenuto il concentrato tecnico di alcune caratteristiche che già venivano applicate su altre macchine ma difficili da trovare su di un unico rebreather.

.. pronti per esser avvolti dal silenzio ?

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Naturalmente per poter iniziare questo meraviglioso viaggio, bisogna avere delle conoscenze, delle abilitazioni che dimostrino il vostro grado di formazione e l'addestramento propedeutico a questo nuovo approccio.

Il Rebreather è un'attrezzatura molto particolare e se la vostra passione per le immersioni vi ha portati fino a qui è senz'altro sinonimo della vostra determinazione ma non solo.. anche della vostra curiosità. 

Pegasus vi aiuterà a raggiungere nuovi obiettivi e la macchina che renderà vivo il vostro sogno subacqueo. 

Un Corso specifico vi introdurrà  conoscere il vostro Pegasus, ad assemblare i molti componenti che lo costituiscono e ad effettuare tutti i test necessari perchè possa funzionare adeguatamente ottenendo la necessaria conoscenza Tecnico-Operativa che un autorespiratore a Circuito Chiuso richiede. 

Prestare la massima attenzione al vostro addestramento è il modo migliore per conoscere le procedure di gestione della macchina ed ottenere di conseguenza la specifica certificazione all'uso.

DETTAGLI TECNICI

Altezza: 60 cm 

Larghezza: 40 cm

Profondità: 19 cm

Capienza filtro: 2,5 kg (opzionale 3,2 kg radiale)

Capacità polmoni: 9 lt. (4,5 lt x 2) 

Materiale polmoni: poliuretano

Una valvola di sovrapressione regolabile sul polmone d'ispirazione

Una valvola di scarico (per svuotamento emergenza) sul polmone di espirazione

BC/Gav: 20 lt

Bombole ossigeno e Diluente: 3 + 3 lt

Primo stadio diluente membrana bilanciata (9,5 atm) 

Primo stadio ossigeno membrana bilanciato (4 atm)

ADV (Automatic Diluent Valve)  valvola automatica diluente, escludibile tramite rubinetto sul by-pass diluente 

Corpo canister e testa in resina acetalica (POM) 

Peso a vuoto senza schienalino 17 kg

Telaio polmoni in Inox 316

Piastra imbrago Inox 316

 

Elettronica:

Sensori Ossigeno:  n.3 - attacco Molex e/o Jack 3,5 mm

Monitoraggio sul boccaglio tramite HUB - Head-up display con monitor

Calce Sodata: Sofnolime 797 gran. 1,0-2,5 mm

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